Le riflessione di Michele Bartolini
Ci sono voci che non cercano di spiegare il mondo, ma di ascoltarlo. Voci che si muovono tra le cose piccole e quelle enormi, tra ciò che sembra insignificante e ciò che, all’improvviso, diventa essenziale.
Le dieci tracce di riflessioni di Michele Bartolini arrivano su Radio Bobina così: in punta di piedi, ma con una forza che resta.
Bartolini nasce a Fano nel 1979. Laureato in Scienze della Comunicazione, attraversa lavori, luoghi e vite molto diverse: fabbriche, campi australiani, bar, centri di prima accoglienza. Oggi è educatore socio-pedagogico e lavora nel campo della disabilità. Accanto a questo, da anni, scrive. Racconti, romanzi, frammenti. Ha pubblicato con Il Filo, Dialoghi, Montag. E pratica – e insegna – Taekwondo, cintura nera 4° Dan: disciplina del corpo che dialoga, in silenzio, con quella della mente.
Questi podcast non sono lezioni. Non sono narrazioni lineari.
Sono schegge.
Parlano di parole.
Parlano della gravità che ci tiene ancorati e della luna che, senza parlare, sembra dirci qualcosa.
Parlano del vento, dei limoni gialli dimenticati in frigo, di un pensiero fisso che resta acceso nel buio – piccolo, rosso, ostinato.
Parlano del viaggio.
Di ciò che vediamo, sentiamo, tocchiamo. Del mondo che ci gira attorno – fatto di parole o forse no – e che continua a muoversi finché la carica dura.
Il tempo è il vero protagonista.
Scorre dentro le cose, dentro le persone, dentro le giornate tutte uguali e tutte diverse. Lo abitiamo senza conoscerlo davvero. Ci costruiamo sopra, come si fa con una casa su un terreno che non abbiamo mai visto per intero.
Le dieci tracce sono questo:
polvere in movimento,
schegge di luce,
un mazzo di carte mescolato lentamente,
il meccanismo silenzioso di un orologio che non perde mai un colpo.
Non cercano risposte.
Aprono spazi.
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