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Di Martino – Sopravento 2026

Ex Chiesa San Francesco [Fano (PU)]

Informazioni sull’evento
Data: 15 Maggio 2026
Ora: 21:00
Luogo: Ex Chiesa San Francesco
Indirizzo: Via S. Francesco D'Assisi Fano (PU)
Dettagli

Dimartino: l’architettura del pop mediterraneo e “L’oro del fiume” approdano a Sopravento 2026

C’è un’ora leggera in cui tutto sembra rallentare, ed è esattamente in quello spazio sospeso che la musica d’autore contemporanea trova la sua massima espressione. Noi di Radio Bobina siamo entusiasti di annunciare che Dimartino, cantautore tra i più raffinati e visionari della sua generazione, sarà uno dei grandi protagonisti dell’attesissima edizione di Sopravento 2026, il festival che unisce musica, mare e cultura a Fano. A lui spetterà l’onore di aprire ufficialmente la kermesse il 15 maggio nella suggestiva cornice dell’Ex Chiesa di San Francesco, per presentare in una veste intima ed essenziale il suo nuovo capitolo discografico solista.

Nato a Misilmeri, in provincia di Palermo, nel 1982, Antonio Di Martino muove i primi passi nel mondo della musica a fine anni Novanta come leader dei Famelika, una band che univa il progressive rock a un forte impegno civile e di denuncia contro la mafia, ben rappresentato in brani manifesto come Giovà. È nel 2010 che avviene la vera svolta autoriale: adotta il cognome come nome d’arte e debutta con l’album solista Cara maestra abbiamo perso. Il suo percorso è denso di esplorazioni e aneddoti affascinanti, come il viaggio in Messico del 2017, insieme a Fabrizio Cammarata, per registrare l’album e scrivere il romanzo Un mondo raro, omaggio appassionato alla leggendaria cantante Chavela Vargas, inciso con i chitarristi storici della stessa artista, i Los Macorinos. Ma per il grande pubblico la definitiva consacrazione mainstream avviene a partire dal 2020 con la formazione del sodalizio d’oro insieme all’amico Colapesce. Dalla clamorosa hit multiplatino Musica leggerissima (Sanremo 2021) fino a Splash, brano vincitore del Premio della Critica “Mia Martini” nel 2023 e colonna sonora del loro debutto cinematografico La primavera della mia vita, il duo conquista le vette delle classifiche. Oggi, nel 2026, una voluta “pausa fisiologica” dal duo lo riporta alle origini: Dimartino riprende il largo da solista con l’attesissimo quinto album in studio, L’improbabile piena dell’Oreto, splendidamente anticipato dal singolo L’oro del fiume.

La forza artistica di Dimartino risiede in quella che i critici hanno definito una vera e propria architettura del pop mediterraneo. Musicalmente, il cantautore siciliano mescola l’imprinting della grande tradizione folk regionale con la psichedelia e il pop internazionale degli anni Sessanta e Settanta, creando architetture sonore in cui ogni parola e strumento occupa uno spazio vitale. A livello lirico, Dimartino sfugge costantemente ai cliché della semplice canzone d’amore: il suo tratto distintivo è l’abilità di inserire le emozioni private e relazionali all’interno di un contesto sociale, culturale e politico più ampio. In questo modo, l’autore nobilita la quotidianità cercando la “poesia nelle stanze della vita di tutti i giorni”, elevando situazioni ordinarie a qualcosa di universalmente ammirabile. Fortemente ispirato anche da un’estetica della sconfitta – un’idea in cui l’ammissione del fallimento e la resa consapevole diventano la più alta affermazione di libertà – indaga con ironia e malinconia le fragilità umane, l’alienazione urbana e le pressioni della società contemporanea. Sul piano del suono, la sua è una ricerca di assoluta limpidezza “alla Ivano Fossati”: ogni strumento deve essere distinguibile, ma il vero marchio di fabbrica è la costruzione delle canzoni a partire dal basso, il suo strumento primario. È il giro di basso, suonato d’istinto, a dettare spesso il ritmo su cui si appoggia poi la melodia vocale.

Tutto questo bagaglio emotivo e musicale convergerà nel L’improbabile piena dell’Oreto Tour 2026, un ciclo di concerti in location non convenzionali concepito appositamente per “spogliare la canzone e restituirne la fragilità”. L’esibizione d’apertura al Sopravento 2026 di Fano si preannuncia come un’esperienza imperdibile: immersi in un’atmosfera intima e unplugged, chitarra e voce, potremo finalmente riconnetterci con la meravigliosa incoscienza e il talento sussurrato di un artista che ha capito che, a volte, l’unica via per ritrovare se stessi è lasciare che l’oro riposi, intatto e misterioso, in fondo al fiume.

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